Una città, due amiche e tanta Felicità.

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Decidiamo di lasciarci alle spalle le nostre città e partire per Firenze.

E’ un anno che non ci vediamo, incredibile. Eppure abitiamo entrambe in Italia, peccato che io abiti a Milano e tu a Roma.

Basterebbero poche ore di treno e potremmo vederci molto di più, ma abbiamo università e lavoro che ci assorbono.

Intanto il treno da Milano parte e mentre ti raggiungo penso a come ci siamo conosciute, a quante cose sono cambiate nell’arco di questi anni.

Penso agli episodi buffi, ai luoghi visitati insieme e a come nulla accada mai per caso.

Le persone che ci conoscevano dicevano che saremmo entrate subito in sintonia, che eravamo troppo simili, che facevamo le stesse cose e che avevamo le stesse abitudini.

Il mio primo pensiero fu:” Avrò una sorella”.  Di sicuro mai avrei pensato che avevano ragione. Dalla classica presentazione, iniziammo a parlare delle nostre passioni, della nostra vita…

Proprio come se ci conoscessimo da sempre.

Sono già a Bologna, manca poco e sarò a Firenze.

Mi lascio travolgere dai ricordi e mi vengono in mente le prime vacanze estive passate insieme a Santa Severa, una piccola località marittima in provincia di Roma.

Di quella vacanza ho un ricordo ben preciso, che forse poi ha faticato a verificarsi negli anni successivi: la spensieratezza.

Ti ricordi le nostre partite a racchettoni? Solo al pensiero di quando impugnavamo la racchetta tutte convinte, rido ancora come una matta.

E quando siamo andate a Bracciano? Incredibile, siamo riuscite a fare shopping anche lì, nonostante non sia di certo una località famosa per i suoi negozi.

I ricordi continuano ad affiorare e mi portano a Salisburgo… e al suo freddo. La notte di Capodanno vestite come se avessimo dovuto scalare l’Everest.

Sono quasi a Firenze.

Uno spiraglio di sole mi invade il viso e sorrido, sorrido davvero.

Quante cose poi sono cambiate nell’ultimo anno? Ci siamo supportate a distanza, abbiamo sdrammatizzato per non versare lacrime e ci siamo date consigli, proprio come se la distanza non fosse mai esistita.

Eppure se dovessi pensare alla nostra amicizia, nonostante la distanza, nonostante la vita, mi vengono in mente solo i nostri sorrisi. Perché insieme siamo due svampite e non riusciamo a non ridere.

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Il treno è arrivato. Scendo e aspetto il tuo.

Ti vedo, mi vedi.

Ci rincorriamo e ci abbracciamo.

Giriamo Firenze continuando a parlare di ciò che ci è accaduto nell’ultimo anno, dei nostri sogni, delle nostre paure, di ciò che siamo e di ciò che vorremmo essere tra qualche anno.

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Ogni tanto si sente un:” Cosa?? Non me l’avevi detto!! Voglio sapere tutto!”.

Nel frattempo ammiriamo questa splendida città, una delle più belle al mondo. Mangiamo le pappardelle fatte in casa in una trattoria, ridiamo come due matte quando scopriamo i prezzi della pasticceria in cui ci siamo sedute, ridiamo ancora di più quando siamo convinte che nessuno ci abbia portato lo zucchero e poi ci accorgiamo di averlo sotto gli occhi, ci commuoviamo quando realizziamo insieme cosa conti davvero nella vita…

La felicità delle piccole cose.

Tiziano Terzani diceva:

 “Il caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto “per caso”, siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi.”

Ed è pazzesco di come una giornata con una carissima amica, ti abbia fatto fare un salto nel tempo per confermarti che è arrivata l’ora di ricominciare.

A volte non ce ne rendiamo conto, ma la felicità è proprio dietro l’angolo.

Grazie amica.

Letizia

 

 

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